Spesa sexy o spesa intelligente?

Fare la spesa per molti è un rito ben organizzato, per altri un’occasione per uscire di casa (soprattutto in questo periodo), per altri ancora solo una necessità, fatta senza alcuna passione. 

E a proposito di passione, la maggior parte di noi avrà letto della bufera che si è scatenata in casa Rai per il tutorial del programma #DettoFatto su come fare la spesa in modo sexy, invitando le donne ad andare al supermercato con i tacchi, dondolandosi in modo sensuale mentre si passa da una corsia all’altra alla ricerca dei prodotti da acquistare. 

Sono stati dati dei suggerimenti (il tutorial serve a questo), in modo più o meno esplicito, grazie ai quali si evince che la spesa devono farla le donne, con una camminata da passerella, degna delle sfilate di moda più importanti tra Milano, Parigi e New York. 

Senza ombra di dubbio un grave errore di valutazione, al di là dello schiaffo morale dato al mondo femminile, soprattutto considerato quanto si sta cercando di fare per contrastare ogni forma di violenza fisica e psicologica e per combattere gli atti discriminatori nei confronti delle donne sia nell’ambito privato, che professionale.

Per questo motivo noi preferiamo, invece, prendere in considerazione altri elementi che ruotano intorno al mondo della spesa, ben più importanti per noi consumatori.

Il primo è l’incremento dello shopping on line: sempre di più sono i consumatori che decidono di fare la spesa da casa o con il click & collect, grazie al quale si può ordinare la spesa on line e andarla a ritirare presso il punto vendita.

Ancor più rilevante è l’aumento delle persone che scelgono l’acquisto di gruppo per prodotti freschi di stagione, a km 0 e provenienti da piccole aziende agricole del territorio.

“Sono almeno sei milioni gli italiani che comprano prodotti alimentari e agricoli da produttori locali”

(fonte Sole24orefood Ottobre 2020)

Questo succede perché abbiamo sempre più consapevolezza circa l’importanza della qualità dei cibi che acquistiamo e di conseguenza che mettiamo in tavola, ma anche un maggior senso di responsabilità sociale ed ambientale nei confronti dei produttori locali che forniscono prodotti freschi anzi freschissimi anziché scegliere alimenti che sono stati trasportati per km e km…

P.S. Se non avete ancora provato questa esperienza, potete farlo cercando su internet l’elenco dei soggetti aderenti alla rete nazionale di economia solidale, ed eseguire una ricerca per regione e provincia per trovare quelli geograficamente più vicini 😀

Questa scelta è strettamente collegata anche a quanto abbiamo già affrontato nell’articolo Che spreco lo spreco, relativa all’attenzione che poniamo allo spreco di cibo. Secondo un’indagine Coldiretti/Ixè, il 54% degli italiani ha diminuito o annullato gli sprechi alimentari, (fonte ilsole24ore food Settembre 2020) non solo con la spesa a km zero di cui abbiamo parlato prima, ma anche adottando strategie che incrementano il ritorno in cucina degli avanzi e la produzione di conserve fai da te.

Qualunque sia il vostro modo di fare la spesa, eccovi alcuni suggerimenti utili:

  • Non fate mai la spesa a stomaco vuoto, potreste avere l’impulso di comprare di tutto e di più
  • Fate la lista, dopo avere deciso il menù settimanale
  • Prendetevi il tempo di farla (o ordinarla) con calma
  • Controllate sempre le etichette dei prodotti per capirne la provenienza, gli ingredienti e occhio alla data di scadenza!
  • Evitate di fare la spesa ogni giorno
  • Fate attenzione agli sconti!

Dopo aver fatto la spesa, andate su www.purehomeideas.com per consultare i prodotti intelligenti legati al magnifico mondo della cucina, per cucinare SENZA ODORI e per gestire gli SCARTI da cucina in modo ecologico, pratico ed igienico.

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