Santa Lucia… il giorno più corto che ci sia?!

Un detto molto popolare recita “Santa Lucia il giorno più corto che ci sia”…

Ma è davvero così? No!

Il giorno più corto dell’anno infatti non è oggi, 13 Dicembre, data in cui si festeggia Santa Lucia, ma è il 21 Dicembre, solstizio d’inverno (quest’anno per la precisione cadrà appunto il 21 Dicembre alle 16:58).


Il detto “Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia” risale dunque a quando, prima del 1582, la sfasatura fra calendario civile e calendario solare era tanto grande che il solstizio cadeva proprio fra il 12 e il 13 rendendo quindi questo il giorno più corto dell’anno. 

In realtà più che corto, potremmo dire che è il più buio perché il sole tramonta prima (ma è anche sorto prima).

C’è comunque un’altra versione che cita invece: “la notte di S. Lucia è la più lunga che ci sia” e questo detto è sicuramente più appropriato!

La tradizione: si festeggia Santa Lucia 

Questa notte è in effetti la più lunga soprattutto per i bambini che aspettano che arrivi Santa Lucia velata di bianco, su un carretto pieno di doni, trainato da un asinello di nome Gastaldo.

I campanelli suonano e avvisano del passaggio di Santa Lucia: spesso il suono del campanello è accompagnato da una traccia di caramelle, soprattutto di quelle di zucchero incartate in carte rosse e verdi dette ortaglie.

“Santa Lucia bella / che dei bimbi sei la stella / tu porti dolci e doni / a tutti i bimbi buoni / ma i regali più belli / portali ai poverelli”.

Secondo la tradizione i bimbi vanno a letto presto e non si possono alzare perché se la Santa dovesse trovarli svegli, lancerebbe loro della cenere o della sabbia negli occhi e li accecherebbe.

I bimbi devono lasciare biscotti, del vin santo e un po’ di paglia in bella vista per dare ristoro a lei e al suo fedele destriero.

La festa di Santa Lucia, dedicata alla memoria dell’omonima martire cristiana originaria di Siracusa, dove è anche patrona, è molto sentita non solo in Sicilia ma anche in diverse zone del nord Italia e oltralpe ed è legata a varie tradizioni: da quella di portare appunto i doni ai bambini, quasi una collega di Babbo Natale, all’invocazione contro le malattie degli occhi.

Questa festa è dunque dedicata all’infanzia ed il motivo sembra essere il tentativo di separare il momento della consegna dei regali ai più piccoli da quella della Nascita del Salvatore che riesce così a rappresentare, anche per i bambini, la festa per il compleanno di Gesù e non quella dello “spacchettamento” pagano.

Ma sicuramente per tutti è la festa della Santa della luce (dall’etimologia del suo nome: dal latino ‘lux, ovvero luce), della luce in generale che trionfa sul buio, nella certezza che il sole e la bella stagione torneranno, che la natura rifiorirà e la vita si perpetuerà per sempre. Nel orso del tempo si è anche sviluppata la celebrazione della santa come patrona degli occhi e della vista.

Dove si festeggia Santa Lucia 

Le regioni in cui questa tradizione è più sentita, oltre alla Sicilia ovviamente, il Trentino, il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia, l’Emilia e il Veneto: è una festa che ha un grande impatto nella cultura popolare soprattutto nelle province di Udine, Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Mantova, Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Verona.

Spostandosi fuori dall’Italia, anche in Svezia e Danimarca il culto della santa è molto presente… la tradizione vuole che la figlia maggiore indossi una tunica bianca e una sciarpa rossa in vita, con il capo coronato da un intreccio di rami e sette candeline, si svegli alle 4 del mattino e porti caffè, latte e dolci ai familiari ancora a letto.

Mentre è tradizione che i maschi di famiglia indossino grandi cappelli di carta e portino lunghi bastoni con stelline. I ragazzi e le ragazze passano di casa in casa a portare le canzoni tradizionali della festa. Per tutta la Svezia, la cui tradizione risale ai primi del novecento, ogni anno viene scelta una ragazza che rappresenta Santa Lucia: la ragazza viene incoronata dal vincitore del premio Nobel per la Letteratura. 

I Lussekatter svedesi

I Lussekatter, focaccine a base di uvetta e zafferano, sono una gustosa ricetta svedese natalizia, da sempre associate alla Santa protettrice della vista e portatrice di luce: lo zafferano infatti insaporisce questi morbidi panini (detti anche per la forma gatti di Santa Lucia) e li rende più luminosi come piccole fiammelle di candele.

Eccovi la ricetta tratta da Giallo Zafferano!

Ingredienti per circa 20 pezzi:

Farina 00 800 g 

Burro morbido 150 g

Uova (1 medio) 55 g

Zucchero 170 g

Lievito di birra fresco 15 g

Latte intero a temperatura ambiente 400 g

Zafferano in polvere 2 g

Sale fino 1 pizzico

Uvetta 20 g

Preparazione:

Ammollare l’uvetta nell’acqua tiepida per 15 minuti circa

Sciogliere il lievito di birra fresco in 50 g di latte a temperatura ambiente 

Versare in un pentolino il latte restante aromatizzandolo con lo zafferano in polvere 

Trasferire il tutto sul fuoco e scaldare fino a raggiungere i 35° circa (da misurare con un termometro da cucina). 

A questo punto procedere con l’impasto: nella ciotola della planetaria munita di gancio mettere la farina , il latte aromatizzato allo zafferano,  il lievito sciolto nel latte, lo zucchero. Dopo aver azionato per amalgamare grossolanamente gli ingredienti, aggiungere un pizzico di sale.Una volta ottenuto un impasto uniforme e compatto, aggiungere un pezzetto alla volta il burro morbido e lavorare la massa fino a quando tutto il burro sarà assorbito e l’impasto si staccherà dalle pareti della tazza della planetaria. 

L’impasto dovrà risultare sodo ed elastico, trasferitelo su una spianatoia leggermente infarinata e lavoratelo brevemente formando una palla che dovrà essere trasferita in una ciotola.  Coprire con pellicola e far lievitare a una temperatura tra i 25° e i 27° per 2 ore. 

Trascorso il tempo l’impasto risulterà lievitato leggermente: dopo averlo versato su un piano infarinato, dividerlo in 20 palline da 70 g l’una. Per ciascuna pallina formare 1 filoncino da 30 cm e un diametro di circa 3 cm. Mentre lavorate una pallina, tenete le altre coperte con pellicola. Con l’aiuto di un mattarello, schiacciare leggermente la parte centrale del bigolo lasciando le due estremità di ciascuno spesse. Partendo da una delle due estremità, arrotolare la striscia sino a metà. Capovolgere e arrotolare dall’altro capo dell’impasto. Avrete così realizzato il primo dolcetto a forma di “esse” (o gatto). Adagiate le uvette al centro di ciascuna spirale e posizionare man a mano i Gatti di Santa Lucia su una teglia foderata con carta da forno e lasciate lievitare nuovamente per circa 30 minuti. 

Sbattete l’uovo in una ciotolina, e spennellate la superficie dei dolcetti, passati i trenta minuti indicati. Cuocete quindi in forno statico preriscaldato a 180° per 20/25 minuti, ponendo la teglia sul ripiano di mezzo del forno. A cottura ultimata sfornate i Gatti di Santa Lucia e lasciateli intiepidire prima di gustarli! 

Conservazione

I Gatti di Santa Lucia si conservano sotto una campana di vetro per un paio di giorni. Si possono congelare dopo la cottura. È possibile conservare l’impasto crudo per 24 ore in frigorifero coperto con pellicola per alimenti.

Per cucinare questa e altre gustose ricette, che al di là di questa festa si intensificheranno nei prossimi giorni con l’avvicinarsi del Natale, oltre agli ingredienti e agli strumenti utili alla preparazione, ci vuole un alleato in cucina che permetta di sprigionare creatività e passione senza doversi preoccupare degli odori che inevitabilmente la fanno da padroni quando cuciniamo.

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A presto!

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