L’ora legale, la regina dei cambi di ritmo

Chi oggi si è svegliato un po’ scombussolato, con l’appetito a tutte le ore e con la voglia di dormire un’ora in più? 

Immaginiamo un po’ tutti… Oggi non solo è lunedì, ma è il primo lunedì dopo il cambio dell’ora e ci sentiamo ancora un po’ indietro, un po’ con quella sensazione paragonabile al jet leg, quando si cambia il fuso orario. 

Più volte è stato detto che non ci sarebbe stata più, che sarebbe stata abolita e invece tra la notte di sabato e domenica, è tornata inesorabilmente puntuale, anzi un’ora avanti 😉 lei, la regina dei cambiamenti di ritmo: l’ora legale (ndr: … e per fortuna!).

Anni fa, prima che gli smartphone ci pensassero da soli, il dubbio attanagliava un po’ tutti… Avrò spostato avanti le lancette? Per i più incerti la perplessità riguardava addirittura se le lancette dovessero essere spostate avanti o indietro.

Oggi, noi chiediamo e grazie al cielo Google risponde. Ma al di là del gesto meccanico, quanti di voi si sono presentati in anticipo a un appuntamento l’ultima domenica di Marzo e quanti lasceranno fermo un’ora indietro l’orologio sul cruscotto della macchina? Scrivetecelo nei commenti! 

Chi ha inventato l’ora legale e perché?

L’ora legale è stata introdotta principalmente per ottenere un risparmio energetico: l’orologio avanti di un’ora permette di sfruttare un’ora in più di luce solare durante il periodo estivo, riducendo così l’utilizzo dell’illuminazione elettrica. L’idea della tanto contestata ora legale, è nata da Benjamin Franklin che nel 1784 pubblicò sul Journal de Paris la soluzione di spostare un’ora avanti le lancette dell’orologio con l’arrivo della Primavera per approfittare delle giornate più lunghe e risparmiare il consumo di candele, quindi in termini di energia destinata all’illuminazione. Il suo famoso agio era “Early to bed and early to rise, makes a man healthy wealthy and wise” (Presto a letto e presto alzato, fan l’uomo sano, ricco e fortunato).Questa proposta cadde nel vuoto, ma venne ripresa dal costruttore inglese William Willet, perché rispondeva alle esigenze di risparmio economico e di miglioramento della produzione industriale, due esigenze che divennero impellenti con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, motivo per cui nel 1916 la Camera dei Comuni inglese adottò il British Summer Time, l’odierna ora legale. La Gran Bretagna fu presto imitata da altri Paesi europei, tra questi anche l’Italia dove il nuovo orario estivo rimase in vigore fino al 1920, per poi entrare definitivamente in vigore a partire dal 1966, anno in cui venne adottata comunemente in tutta Europa. Adesso il cambio d’ora non è più un’esigenza condivisa da tutti e dal 2018 l’Unione Europea ha invitato tutti gli Stati Membri a decidere la propria posizione su questo tema. Contraria alla libertà di scelta è l’Italia che è favorevole al doppio orario, quello solare e quello legale. In realtà il Codacons ha interrogato gli italiani sull’argomento, che si sono mostrati divisi in un buon 50 e 50 tra favorevoli e contrari all’ora legale; dovendo però scegliere quale mantenere in vigore tutto l’anno, la maggioranza ha espresso un parere favorevole per l’abolizione dell’ora solare. Voi a quale gruppo appartenete?

Pro e contro

L’ora legale va prima di tutto a vantaggio dell’ambiente (ma anche del nostro conto in banca). Secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione elettrica nazionale, «Nei 7 mesi in cui sarà in vigore l’ora legale, l’Italia risparmierà oltre 190 milioni di euro, grazie a un minor consumo di energia elettrica pari a circa 420 milioni di kilowattora che consentirà, inoltre, di apportare un importante beneficio ambientale, quantificabile nella riduzione di circa 200 mila tonnellate di emissioni di anidride carbonica in atmosfera». Un ottimo traguardo se teniamo conto che si parla del principale gas serra, responsabile di inquinamento e cambiamenti climatici, che negli ultimi anni ha raggiunto picchi a dir poco allarmanti. E se si tiene conto del particolare momento storico che stiamo vivendo.

I benefici che derivano dall’avere un’ora in più di luce la sera, cosa che invece nel nord Europa non fa molta differenza visto che nei mesi estivi hanno già giornate molto lunghe (pensiamo al fenomeno del “sole di mezzanotte”), sono a tutto tondo per diversi motivi, non solo di risparmio energetico. Abbiamo più tempo per fare attività fisica all’aria aperta, stare fuori, andare nei locali, andare in giro, dando così una mano all’economia e ottimizzando lo sfruttamento del tempo libero dopo il lavoro, elemento importantissimo e preziosissimo nella nostra vita. Senza tralasciare che la luce solare è fondamentale anche per la produzione di vitamina D, procurandoci così un benessere generale.

A proposito di benessere, c’è invece chi sostiene che cambiare orario e spostare il proprio orologio biologico, faccia male alla salute: alcuni studi mettono in evidenza delle conseguenze negative, come l’aumento della pressione e dei problemi cardiaci, mentre altri hanno concluso che non ci sia nessun effetto a lungo termine. E se è vero che gli effetti a lungo termine del cambiamento dell’ora non ci siano, il problema legato al sonno pare invece una realtà concreta. Visto che il sole sorge più tardi, l’instaurarsi del modo “veglia” risulta più difficoltoso: mentre di sera la luce dura più a lungo, l’organismo viene confuso sul tempo giusto per mettersi in modalità “riposo”. E sappiamo bene che meno sonno, o sonno disturbato, significa anche perdita di concentrazione e di produttività al lavoro. 

Al di là dei pro e dei contro che abbiamo visto rispetto all’ora legale, pensiamo che sia importante adottare una serie di regole e buone abitudini per risparmiare energia, migliorando così il nostro ambiente e il nostro bilancio di fine mese. Quali sono? Stay tuned! Intanto scoprite la nostra gamma su www.purehomeideas.com, pensata proprio per il nostro benessere a 360°.

A presto!

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