Andiamo a riciclar…

I sette nani fischiettavano andiamo a lavorar… Noi canticchiamo quella memorabile melodia cambiandola in andiamo a riciclar, immaginandoci bambini e bambine che già da piccoli, pensano a un futuro migliore. Come?! Imparando a riciclare ovviamente! Perché lo sappiamo: bambini consapevoli diverranno adulti responsabili.

Si inizia a pensare alle vacanze, i più fortunati sono già partiti, altri partiranno e qualcuno invece resterà a casa, trovando diverse attività ricreative da svolgere restando in città, godendosi le vacanze senza mete lontane.

Qualunque siano i vostri programmi estivi, non dimenticatevi di mettere in valigia – o nello zainetto – la buona volontà di rappresentare il buon esempio per comunicare anche ai bambini un messaggio importante di civiltà e rispetto dell’ambiente. Insegnare la raccolta differenziata può essere un’attività stimolante e, perché no, divertente e creativa, per parlare ai bambini di temi più grandi e renderli partecipi di un modo di vivere più rispettoso dell’ambiente.

Abbiamo visto due settimane fa come la gestione dei rifiuti organici sia importantissima e che una corretta raccolta dell’umido rappresenta un punto di partenza cruciale per la filiera del riciclo e dello smaltimento. 

Perché non partire dunque con qualche trucchetto da spiegare ai bambini per insegnare loro come farla e diventare dunque degli abili riciclatori?! 

Il Consorzio Italiano Compostatori (CIC), cui abbiamo accennato nell’articolo del 28 Giugno, ha stilato un vademecum che riportiamo, iniziativa per la valorizzazione e la corretta destinazione dei prodotti ottenuti dallo smaltimento dei rifiuti organici.

Visto che i comuni e le città hanno madalità e giorni differenti per la raccolta differenziata, Centemero il direttore del CIC (Consorzio italiano compostatori), se siete in vacanza, suggerisce di contattare il comune per essere sicuri di fare una buona raccolta differenziata: a questo punto i bambini possono essere coinvolti nel preparare un calendario con giorni e orari della raccolta e colori dei bidoni. 

Il secondo step è quello di far controllare ai più piccoli i sacchetti che, per smaltire correttamente i rifiuti organici, devono essere in materiale biodegradabile e compostabile certificati a NORMA UNI EN 13432 in carta o bioplastica. Non si devono usare le buste di plastica tradizionali, visto che questa risulterebbe “indigesta” ai microorganismi che trasformano gli scarti alimentari in compost e quindi non può essere “riciclata nella filiera del recupero del rifiuto organico” sostiene sempre Centemero. Come coinvolgere i bambini in questo caso? Facendo loro separare gli uni dagli altri, dando così loro modo di riconoscerli.

Così come è importantissimo insegnare loro a separare bene i rifiuti: con l’umido possono essere raccolti tutti gli scarti dei cibi sia di tipo vegetale sia di tipo animale, cui vanno aggiunti resti di cibo secco degli animali domestici o fiori appassiti. . Senza dimenticare che nella raccolta dell’organico possono essere gettati carta usata – fazzoletti o tovaglioli – e i tappi di sughero. Per i bambini potrà essere divertente sgocciolare i rifiuti organici prima di buttarli nei sacchetti, riducendo in pezzi più piccoli quelli più voluminosi. Prima di gettare i rifiuti organici nel sacchetto ricordate di sgocciolarli e di non pressarli: meglio ridurre a pezzetti quelli più voluminosi, un’attività che potrebbe essere molto divertente per i più piccoli

Poi il sacchetto biodegradabile dev’essere gettato nel contenitore per rifiuti organici, “Per evitare cattivi odori in casa, è meglio usare un contenitore areato e traforato: l’uso congiunto permette l’evaporazione della condensa e di conseguenza la riduzione del volume del rifiuto umido, con una perdita del peso fino al 15%, e degli odori” continua Centemero… Se dovete fare un pranzo fuori casa – al mare o come dicevamo prima – ovunque siate, evitate le stoviglie di plastica, ma utilizzatele di un materiale compostabile certificato (ai sensi della norma EN 13432) che possono essere trasformate in compost. Ai bambini potrete spiegare la differenza tra i diversi materiali.

Tenete d’occhio il firgorifero, soprattutto per gli avanzi e per non far crescere il volume degli avanzi, divertitevi insieme ai bambini per inventare le ricette “salva – cibo”: macedonie con la frutta avanzata o troppo matura e polpette o crocchette con le bucce della verdura come carote o patate.

Voi cosa preparate con gli avanzi? Avete qualche ricetta salva cibo particolare? Scrivetecelo nei commenti 😉

Infine, lo abbiamo detto all’inizio, date il buon esempio; visto che i bambini potrebbero chiedersi il perché sia così importante differenziare gli scarti organici, è fondamentale raccontare loro che i rifiuti organici ben differenziati danno modo di ottenere il compost, un fertilizzante naturale da utilizzare nel giardinaggio di casa: il rifiuto diventa  una risorsa importantissima per nutrire la terra, un vero e proprio ciclo.

Noi vogliamo aggiungere a questo insieme di consigli per coinvolgere i bambini, anche la possibilità di raccontare loro che esiste un piccolo elettrodomestico, SmartCara, che è un essiccatore compatto per il recupero degli scarti di cucina, facile da usare, igienico e pulito. Con l’aiuto di questo piccolo elettrodomestico potrà essere fatta una sorta di magia: gli scarti da cucina saranno trasformati in una polvere utile per nutrire piante e fiori! Scopri SmartCara su www.purehomeideas.com/smartcara

Noi ci auguriamo sempre che gli allievi superino i maestri e che ci aspetti un futuro migliore, anche grazie a loro!

A presto!

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